Recensione redatta da Valerkis
Ci risiamo! Anche nelle festività Natalizie 2025, il nuovo film con Checco Zalone protagonista sta tornando a riempire le sale cinematografiche italiane e guadagnando nei primi tre giorni di uscita, quasi 20 milioni di euro al botteghino. Si sa, ormai ogni suo film è una garanzia, ma lo sarà a tutti gli effetti?
Trama: Checco Zalone è un figlio di papà, ricco e nullafacente e pensa a come usare al meglio la propria eredità, dopo anni di sacrifici del padre con le proprie imprese. Ha tutto, veramente tutto, manca solo una cosa: instaurare un rapporto con sua figlia. Si realizzerà? E in che modalità, se non attraverso il Cammino di Santiago! Intraprendendo il Cammino e conoscendo altri personaggi, i due protagonisti attraversano il proprio percorso insieme e tra il politicamente scorretto di Checco, battute, momenti e riflessioni poste, si assiste alla vicenda raccontata.
Dunque il duo Nunziante–Zalone torna a collaborare dai tempi di Quo vado, con una regia e una sceneggiatura che mantengono l’enfasi tipica dei film di Checco Zalone, assicurando divertimento e riflessione. Le musiche di Checco Zalone e Antonio Iammarino accompagnano le scene che compongono il film e a questo giro il duo Nunziante-Zalone si occupano anche di montaggio, insieme a Pietro Morana e ho percepito nuovamente la qualità iniziale dei primi film di Zalone: umoristica con quel pizzico di politicamente scorretto usato con intelligenza. La fotografia di Massimiliano Kuveiller ben bilanciata aiuta la regia di Nunziante ad accompagnare ogni frame di questa vicenda. Molto buone, nel complesso, sono state le interpretazioni di Letizia Arnò (nei panni di Cristal, la figlia di Zalone) e di Beatriz Arjona (nei panni di Alma, il personaggio che li accompagnerà principalmente durante il Cammino), proporzionate al genere e alla storia in sè.
Checco Zalone e Gennaro Nunziante tornano a collaborare come ai vecchi tempi e ci regalano novanta minuti di spensieratezza assicurata e risate grazie, per l’appunto, alla comicità di Zalone che ormai conosciamo e che, personalmente, apprezzo dal primo giorno che l’ho visto attraverso i suoi sketch e i suoi film. Insieme affrontano il tema del Cammino di Santiago in una maniera non documentaristica ma sicuramente con una modalità esaltante perché abbiamo sempre a che fare con una commedia, che vuole far spensierare il pubblico, far ridere e con un occhio però al tema oggettivo, un tema importante, delicato e affrontata in una maniera che non annoia ma che fa divertire e riflettere sul rapporto padre-figlia. Tante tante risate assicurate, su questo non ci piove e non si discute. Ma non è il primo che fa e che vedo e quindi ormai so di cosa si tratta, ma come avrebbero giocato con la storia del Cammino? L’hanno giocata bene, usando ovviamente la comicità e creando una storia che permette di avvicinare padre e figlia.
Il film può risultare magari eccessivo per qualche battuta, ma riesce comunque ad accompagnare lo spettatore in una vicenda che unisce padre e figlia attraverso il Cammino di Santiago, dandogli un peso simbolico senza focalizzarsi eccessivamente sulle motivazioni religiose o spirituali del viaggio. La scelta di non concentrarsi troppo sul motivo per cui si compie il Cammino alleggerisce la narrazione e rende la storia più accessibile, considerando che risulti essere sempre una commedia. Insomma, Checco ci ha fatto ridere un’altra volta e grazie alla sua comicità ha riportato gli italiani al cinema durante le festività, continuando a collezionare record di incassi in questo istante. Film assolutamente consigliato, anche perché, ogni tanto, è giusto concedersi un paio di risate e serenità in questo momento di festività.
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