Recensione redatta da Valerkis
Prima che James Cameron ci traumatizzasse con il suo Titanic e poi intraprendendo la sua avventura con i vari Avatar, c’è questo curioso film scritto da lui e diretto dalla bravissima Kathryn Bigelow che affronta la tematica del noir postmoderno, in una maniera unicamente approcciata al senso apocalittico del passaggio al nuovo millennio (basta ripensare al famoso Millennium Bug, che non è avvenuto).
Trama: Lenny (Ralph Fiennes) per vivere spaccia delle clip da visionare attraverso un macchinario che immedesima il proprio punto di vista e la propria mente in un contesto realmente accaduto ma da parte di altri. Un “filo-viaggio” attraverso la realtà virtuale di situazioni accadute e con l’evolversi della vicenda, si aggiungeranno una serie di personaggi che girano intorno a Lenny.
Di solito parlo subito di regia e sceneggiatura, qui vorrei partire dagli attori, quelli principali che hanno avuto un ruolo attivo per tutta la durata del film. Ralph Fiennes nei panni del protagonista, risulta pienamente coinvolto e attivo nella centralità del personaggio e confermandosi un bravo attore. Angela Bassett, nel ruolo di Mace che lo accompagna in tutta la sua avventura ambientata negli ultimi giorni del ventesimo secolo e interpreta un personaggio per nulla scontato. Poi Juliette Lewis, nei panni di Faith, l’ex di Lenny, interpreta un ruolo più deciso e importante dopo ormai numerose interpretazioni tra cui Cape Fear di Scorsese, dove ha avuto lo slancio per la sua carriera da attrice. Tom Sizemore, nei panni di Max, un altro che accompagna Lenny nella sua avventura, ma da non trascurarlo minimamente per la sua incredibile e sconvolgente evoluzione nella storia. Brigitte Barko, nei panni di Iris, personaggio dominante nella storia. Infine, Michael Wincott, nei panni di Philo, il pezzo grosso del giro, anche lui pienamente integrato. Tutte interpretazioni non esaltanti, ma nemmeno sproporzionate, comunque hanno dato un tocco ad un film che detiene un’importanza nel genere noir-fantascientifico hollywoodiano. Ora possiamo passare a regia, sceneggiatura e compagnia bella. Regia di Kathryn Bigelow decisa, moderna, innovativa e pienamente integrata nella sceneggiatura curata da James Cameron (inoltre ha curato il soggetto e ha prodotto il film) e Jay Cocks. La sceneggiatura è stata accurata in ogni singolo elemento che ha descritto la situazione, l’ambientazione e tutto il contesto storico e predizione su un qualcosa che poi realmente si è realizzato. Insomma, la realtà virtuale ormai è argomento di discussione, di ricerca e sviluppo a tutti gli effetti. Fotografia e musiche accompagnano notevolmente la storia e aggiungerei la comparsa di Skin degli Skunk Anansie, che interpreta Selling Jesus alla scena finale del Capodanno.
È un film che ho molto apprezzato e che secondo me ripropongono molto poco, purtroppo. Recuperarlo è degno di immergersi in qualcosa di elettrizzante e di spaventoso al suo tempo, sia per ciò che si compiva tra i personaggi, per lo scopo di tutto quanto, le tematiche affrontate e il contesto storico generale. Sicuramente, a mio parere, è uno dei film fantascientifici da non scartare assolutamente. Tematiche più che attuali, predominanti e visionarie sul mondo che ci stiamo per ritrovare, è stata la forza di questo film che mi fa considerare come uno dei titoli maggiormente notevoli del panorama hollywoodiano.
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