sabato 28 febbraio 2026

Mah...forse il peggiore!

 


Recensione redatta da Valerkis


Vogliamo andare in vacanza quest’estate? Si? Perché no, in Sicilia, in mezzo all’arcipelago delle Eolie, dove c’è Panarea. Forse la più gettonata a livello turistico, o forse no, ma in questo caso è stata la vittima di una vicenda alquanto costruita forzatamente per cercare di raccontare una vacanza tra personaggi per riuscire a far ridere le persone che vedranno (e non, mi auguro) questo grande capolavoro di un genere categorizzato “trash” di per sé. Tanto c’è già chi lo ha dichiarato e mi affianco anche io a quest’idea.

Una serie di personaggi si intreccia sull’isola durante l’estate: folla, movida, un continuo via vai di ragazzi, come solitamente accade in una località turistica di questo tipo. Tutto molto prevedibile. Giovani di varie età alla ricerca di divertimento, flirt estivi e avventure passeggere, che si muovono all’interno di un intreccio che fatica però a trovare una vera sostanza narrativa.

Giovanni Di Clemente, che è stato un importante produttore e distributore italiano di film nazionali e internazionali (diciamo è merito suo se un capolavoro vero come Il Silenzio degli Innocenti è stato distribuito in Italia) ha voluto credere in questa storia, anche troppo (un investimento di miliardi del vecchio conio con un ritorno sotto le aspettative) e dando una chance a registi come Castellano e Pipolo, di continuare a dirigere storie che raccontano l’italianità in vacanza con tutti gli stereotipi del caso. Entrambi hanno fatto storia della commedia italiana anni ’80 e hanno diretto tutti film gradevoli e piacevoli, ma questo non lo è. Non fa ridere, scontato, forzato e attori che non hanno capito cosa facevano. Non se ne salva uno a livello interpretativo e neanche i due registi colleghi di una vita, nella sceneggiatura, essendo assolutamente blanda e senza particolari che hanno reso il film alquanto comico. Giusto Guido Nicheli (conosciuto come il Dogui) ha un po’ risollevato la situazione, ma per molto poco. Anzi, troppo poco e non salvando minimamente il film.

Flop totale, non solo commerciale, ma proprio nel fare cinema. Almeno se vogliamo raccontare i vizi dell’estate italiana, facciamolo bene con un minimo di ricerca nel far ridere sensatamente il pubblico, ma non sarebbe l’unico “cine-cocomero” della situazione che mi porterebbe a ribaltare la situazione. Non siamo ingenui noi spettatori e farci apprezzare categorie del genere, ma sappiate che se volete conoscere bene o male il cinema, è anche questo. La settima arte è costituita anche dai Z-movie (peggio dei B-movie, sappiatelo) e parlarne è comunque sapere che il cinema può diventare anche l’arte dello schifo, se giocata male dall’essere umano e per favore, se vogliamo fare cinema, almeno facciamolo fatto bene, senza cercare di forzare tutto il corpo che partecipa alla realizzazione di un qualcosa che va ad arricchire il patrimonio italiano cinematografico, che non merita di essere screditato così. Un’occasione sprecata, soprattutto per un duo come Castellano e Pipolo.


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