venerdì 24 aprile 2026

Verdone a lezione di seduzione

 



Recensione redatta da Valerkis

Tra le novità dell'ultimo mese c'è il ritorno di Carlo Verdone con una nuova commedia distribuita in piattaforma, fedele a quello stile che ormai ci accompagna da decenni, fatto di personaggi e situazioni delineate a suo modo. 
La trama riguarda Clemente, che frequenta una scuola di seduzione condotta da Ortensia (Karla Sofia Gascon, divenuta celebre con Emilia Perez), per cui risulterà essere una prova anche per se stessa, oltre che essere una perfetta aiutante nell'insegnare a come sedurre. Oltre a Clemente, ci sono altri personaggi: Bruno (Lino Guanciale), Giuliana (Vittoria Puccini), Gaia (Euridice Axen), Emanuele (Romano Reggiani) e Adele (Beatrice Arnera), che condivideranno quest'avventura insieme. Di tutti questi considerate l’ultima, che risulterà la più importante del gruppo e per scoprirlo non sarò di certo io a dirvelo, altrimenti perderete l’interesse per questo nuovo film verdoniano. 
Riuscire a vedere un nuovo film di Carlo Verdone mi suscita sempre un grande interesse e per questo gli darò una chance nel vedere ogni tipologia di nuovo film che porta sul grande o piccolo schermo. Sono cresciuto guardando i suoi film e, personalmente, ho cominciato a coltivare così la mia cultura cinematografica. Roma fa solo da sfondo alla vicenda, non ci sono i suoi personaggi, ma anche se risulta una storia già rivista e con aspetti già rivisitati, se devo essere proprio critico, ma ormai diventati elementi fondamentali per far funzionare una sua vicenda. Il film ha un'impostazione dichiaratamente commerciale, pensato più per il piccolo schermo che per la sala e questo lo si percepisce dall'introduzione e da alcune scene costruite sul minimo dettaglio. Un approccio che rallenta l'avvio, ma la storia trova il suo ritmo e nel bel mezzo del suo cammino riesce a decollare, per fortuna. La mia preoccupazione era quella di vedere un film che si stabilizzava e che non presentasse un minimo colpo di scena, facendo voltare la vicenda in un diverso approccio. Nonostante apprezzi Verdone regista, attore e sceneggiatore, devo confermare che negli ultimi anni ha puntato ad una standardizzazione rilevante delle sue vicende, comunque riuscendo ad inserire i suoi soliti elementi che assicurano quella giusta risata. Gli altri attori sono stati capaci di entrare nel proprio personaggio manifestando le difficoltà di ogni singolo personaggio. Citerò benevolmente le interpretazioni di Guanciale e della Puccini, per eleganza e bravura, perché sono quelle che mi hanno colpito di più, oltre ad essere i due del cast maggiormente influenti nel cinema italiano attualmente e non solo. Non togliendo nulla a nessuno, persino alla Gascon, che magari un po’ forzata e sottotono, ha rivestito quello che il suo personaggio doveva mostrarsi: ovvero una parte integrante del gruppo.
Carlo Verdone dirige e scrive, insieme a Pasquale Plastino (collega ormai di fiducia dal 1996) e Luca Mastrogiovanni (collega da Vita da Carlo) una vicenda standardizzata, ma che non resta ferma e riesce a dare un po’ di spazio ai vari protagonisti, compresa Ortensia. Ogni personaggio è partecipe e l’andamento delle scene permette di tirarti fuori qualche risata. Il film in questione, insieme a Si vive una volta sola, si consolida come una piccola ripresa in un momento della carriera verdoniana influenzata da un nuovo modo di fare cinema. Quindi il buon Verdone è riuscito a farmi ridere, come al suo solito? Si, mi ha fatto ridere, anche se la risata scaturita qui non sarà paragonabile ai precedenti, ma che fa sperare attraverso una storia scontata e bizzarra. Mi è piaciuto ma non completamente, perché deve manifestarsi una costanza e questa non è presente per tutta la durata, per quanto mi riguarda. Merito degli attori, tutti presenti e credibili, riuscire a portare il film a un finale dignitoso che salva, nel complesso, il giudizio su questa nuova prova verdoniana.

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